Da Buenos Aires alla Valle d’Itria

Un percorso lungo 35 anni quello di Patrizia Pareo, da quando nel 1976 si iscrive all’Accademia di Belle Arti a Buenos Aires in Argentina. Contemporaneamente dipinge e scolpisce, poiché ama la scultura quanto la pittura, ma la facilità e la bravura nel modellare l’argilla la porta a sfidare se stessa e a scegliere d’intraprendere il vasto mondo della pittura. Nel 1984, dopo essersi laureata, si trasferisce in Italia.

Nei viaggi a Buenos Aires frequenta vari atelier e workshop nei quali approfondisce le tecniche calcografiche (acquaforte, acquatinta) e la litografia. Collabora anche con uno studio di ceramica e la tecnica orientale del raku le farà scoprire un nuovo ambito creativo.Intanto la sua pittura si trasforma; gli avvenimenti mondiali e personali la portano a guardare oltre; il mondo figurativo della pittura non le basta più per esprimere quello che sente, ciò che vede dal punto di vista interiore. Per un lungo periodo di mesi non dipinge, non prende neppure la matita in mano, è in conflitto con il mondo. Ma la ripresa è proprio là, in quel tempo di silenzio, di sofferenza, di distacco dalla pittura; sa che poi riprenderà a lavorare con più forza di prima, con un’altra consapevolezza.

Frutto di tale periodo sono le prime opere veramente astratte del 2009 (come “Anima bianca, anima nera”). Oggi la figurazione è alle spalle e il trascorrere del tempo e le gioie e le sofferenze della vita hanno mutato la visione interiore dell’artista ed anche il modo di vedere ciò che la circonda, portandola a un linguaggio diverso. Quel mondo che prima aveva espresso in immagini riconoscibili, oggi cessa di avere confini, margini; le pennellate sono più ampie; le tele sono dense di materia: sabbia, cenere, gesso, bitume sono mescolati al colore, quasi a ricondurla alla densità della scultura che ha sempre amato. Gli spazi si compongono e si scompongono attraverso questo colore-materia, ora graffiato ora inciso o tranciato, e ci trasportano in quel mondo interiore cui finalmente l’artista ci dà accesso.

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